Le fonti del diritto europeo e il rapporto con il diritto interno
Il rapporto tra diritto europeo e diritto interno è regolato dal principio del primato, secondo cui la norma UE prevale su quella nazionale contrastante. In questo modulo, gli studenti distinguono tra le fonti vincolanti: i regolamenti (direttamente applicabili) e le direttive (che richiedono una legge nazionale di recepimento). Si analizzano inoltre le decisioni, le raccomandazioni e i pareri.
Traguardi per lo Sviluppo delle CompetenzeIndicazioni Nazionali: Distinguere le fonti del diritto dell'Unione EuropeaIndicazioni Nazionali: Comprendere il rapporto tra ordinamento interno e comunitario
Gli studenti analizzano un regolamento (es. GDPR) e una direttiva (es. sulle plastiche monouso). Devono spiegare perché per la seconda è servita una legge italiana e per il primo no.
Simulazione di un caso in cui l'Italia non ha recepito una direttiva nei tempi previsti. La Commissione 'accusa' lo Stato davanti alla Corte di Giustizia, discutendo le possibili sanzioni economiche.
Cosa stabilisce il principio del primato del diritto UE?
Riflessione sul limite alla sovranità nazionale (art. 11 Cost.). È giusto che una norma europea prevalga su una legge del nostro Parlamento? Discussione guidata sui vantaggi del mercato unico.
Credere che le direttive siano immediatamente obbligatorie per i cittadini.
Le direttive vincolano lo Stato sul risultato da raggiungere, ma serve una legge interna per applicarle ai cittadini. Il confronto tra testi di direttive e leggi di delegazione europea chiarisce il passaggio.
Pensare che il diritto UE possa violare i principi supremi della nostra Costituzione.
Esiste la teoria dei 'controlimiti': il diritto UE prevale sulle leggi ordinarie, ma non può toccare i principi fondamentali della Costituzione italiana. La discussione su casi limite aiuta a capire questo equilibrio delicato.