La macroeconomia studia il sistema economico nel suo complesso, analizzando grandezze aggregate che influenzano la vita di tutti i cittadini. Il Prodotto Interno Lordo (PIL) è l'indicatore principe, ma in questa unità gli studenti imparano a guardare oltre il numero, analizzando cosa il PIL misura e, soprattutto, cosa tralascia, come il lavoro non retribuito, l'impatto ambientale o il benessere sociale.
Traguardi per lo Sviluppo delle CompetenzeIndicazioni Nazionali, Liceo Economico Sociale, Diritto ed Economia Politica, Secondo biennio: Economia politica - I principali aggregati macroeconomiciIndicazioni Nazionali, Liceo Economico Sociale, Diritto ed Economia Politica, Secondo biennio: Economia politica - Il sistema economico e la contabilità nazionale
In piccoli gruppi, gli studenti confrontano il PIL dell'Italia con altri indicatori come l'Indice di Sviluppo Umano (ISU) o il BES. Devono creare un grafico comparativo e spiegare perché un Paese con un PIL alto potrebbe avere una qualità della vita inferiore rispetto a uno con PIL più basso.
Il docente elenca diverse attività (es. riparare la propria auto, vendere un'auto usata, produrre pane in un panificio). Gli studenti devono decidere individualmente se l'attività contribuisce al PIL dell'anno in corso, confrontarsi con il compagno e motivare la risposta alla classe.
Quali sono i limiti del PIL come indicatore di benessere?
La classe rappresenta l'economia nazionale. Attraverso un gioco di ruolo con 'gettoni ricchezza', gli studenti simulano la distribuzione del reddito tra lavoratori, proprietari terrieri e imprenditori, discutendo l'impatto delle tasse e dei trasferimenti sociali sulla ridistribuzione.
Credere che il PIL misuri la ricchezza totale di un Paese.
Il PIL misura il flusso di beni e servizi prodotti in un anno, non lo stock di ricchezza accumulata (patrimonio). Usare metafore come 'il rubinetto (PIL) vs la vasca (ricchezza)' aiuta a visualizzare questa differenza fondamentale.
Pensare che un aumento del PIL significhi sempre che tutti stanno meglio.
Il PIL è una media e non dice nulla sulla distribuzione della ricchezza. Attraverso l'analisi dei dati sulla disuguaglianza, gli studenti comprendono che il PIL può crescere anche se la povertà aumenta, se la ricchezza si concentra in poche mani.